rendering: ©2001, studioDIM associati

La forza comunicativa delle immagini come strumento di rappresentazione dell'architettura è nota sin dai primi tentativi di disegnare un edificio su un foglio, nel Rinascimento. Fu elaborata una tecnica di disegno, la prospettiva, per rappresentare con rigore in due dimensioni la tridimensionalità di uno spazio. In seguito, con l'applicazione di tecniche pittoriche, si è cercato di aggiungere informazioni alla nuda descrizione geometrica e la rappresentazione architettonica si è arricchita di linguaggi via via più raffinati al fine di suggerire le atmosfere dello spazio rappresentato, dato che il senso di uno spazio non è dato solo dalla forma degli elementi che lo compongono, ma anche dai materiali con cui questi elementi sono costruiti e dal modo in cui interagiscono con la luce.

Grazie al computer oggi disponiamo uno strumento per creare immagini sempre più vicine al realismo fotografico: è possibile disegnare le geometrie tridimensionali, rivestirne la superfici con materiali simulati e impostare le caratteristiche delle sorgenti luminose virtuali che le illuminano. Attraverso la tecnica digitale - il rendering - chi sa come utilizzarla con esperienza lascia che sia l'oggettività dello spazio rappresentato a esprimere il suo stesso senso. Inoltre la possibilità di generare immagini in successione, che simulino la ripresa di uno spazio come se fosse visto da un percorso predefinito, permette di aggiungere alla fruizione di quello spazio la quarta dimensione, quella temporale. Molto utile per cogliere più facilmente la qualità dello spazio rappresentato, dato che nella realtà la fruizione di uno spazio avviene sempre nel tempo necessario a percorrerlo e permanervi.

Certe potenzialità possono sembrare scontate perché siamo abituati a produzioni cinematografiche milionarie che propongono intere città, interi pianeti, interi universi simulati, ma nel quotidiano professionale della maggior parte dei progettisti le organizzazioni composte da migliaia di operatori (ciascuno concentrato per mesi sulla realizzazione in virtuale di una minuscola porzione dell'enorme insieme digitale da cui si genera un film) sono lontane intere galassie. Sorprendentemente, c'è ancora spazio per la meraviglia! Quella di vedere la propria idea rappresentata con rigore mediante visualizzazioni che sappiano render giustizia alla qualità del loro progetto.

Volendo capire quanto si è evoluta la rappresentazione dell'architettura grazie alla tecnica digitale si può visitare un sito che propone uno sguardo sull'attività professionale di una struttura costituita nel 1995 per dedicarsi solamente alla fornitura di servizi di rendering 3D nel campo dell'architettura: studioDIM associati. Il progettista ha ora la possibilità di mostrare con immediatezza le proprie scelte di progetto attraverso immagini altamente realistiche, evitando possibili fraintendimenti con il proprio committente o con i pubblici ufficiali incaricati di approvare tali scelte. Mediante l'animazione 3D l'investitore immobiliare ha a disposizione uno strumento di comunicazione molto efficace perché rende concreto il progetto agli occhi dei potenziali acquirenti facilitando le vendite e permettendo di anticipare sensibilmente il ritorno di cassa. Infine, ma non meno importante, la Pubblica Amministrazione ha la facoltà di verificare con oggettività l'impatto visivo di un intervento per valutarne l'idoneità, nel miglior interesse della comunità governata.
Non è una meraviglia?