Domenica 4 dicembre, a Broni (Villa Nuova Italia, ore 16), vi sarà la prima presentazione del romanzo "Maria Tramaglino" di Bruno Civardi. L'autore ha insegnato per molti anni lettere italiane e latine presso il liceo scientifico della cittadina, ed è forse noto in Oltrepò per le sue iniziative nel campo del teatro scolastico e i molti spettacoli allestiti con i suoi studenti. Ma Civardi si dedicava da sempre anche alla scrittura (poesia e racconti): non è del tutto una sorpresa che abbia sentito il desiderio di debuttare nel difficile genere romanzo.
Suo punto di partenza è stata l'umiltà del narrare di cui ha parlato Borges. Secondo il grande argentino, l'umiltà dovrebbe essere una delle caratteristiche piu' apprezzabili in uno scrittore, soprattutto ai giorni nostri, in cui molti del mestiere sembrano piu' simili a rockstar che a persone di cultura. Si tratta di quell'umiltà che impone all'autore di mettersi sullo stesso piano dei personaggi, per costruire adeguatamente i dialoghi e le vicende di una storia. Niente prevaricazioni, ma molto autocontrollo e una buona dose di studio. Anche perché qui, nel romanzo di Bruno Civardi, non abbiamo a che fare con personaggi qualunque, anzi: con i personaggi evocati in "Maria Tramaglino" tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo avuto a che fare. Il lettore si troverà assalito, almeno nelle prime pagine, dai ricordi di scuola, memorie belle o brutte di temi e interrogazioni, ma forse anche da qualche curiosità rimasta inappagata. In effetti, questo romanzo comincia là dove erano finiti i Promessi Sposi e la sua protagonista, Maria, è quella "bella creatura" che Lucia e Renzo, a compimento del loro travagliato amore, mettono al mondo. Sì, in un certo senso, la parola sequel si potrebbe usare. Ma proprio per quella "umiltà" prima evocata è forse meglio se per questo romanzo si parla di divertimento, nel senso profondo di "piacere" narrativo. Di certo, dalla fervida immaginazione e dalle conoscenze sul campo di chi ha dedicato una vita all'insegnamento non poteva che nascere una sorta di giusto tributo: pagine tanto innamorate che lo stesso Manzoni ringrazierebbe nel leggerle.
Maria Tramaglino è però un romanzo ricco di molte nuove suggestioni e di pagine avventurose, che ci porta con passo deciso in un lungo viaggio attraverso l'Italia del Seicento. Il destino, che spinge Maria all'avventura e ne accomuna il personaggio a tutti noi, è in fondo il destino che fu anche di Renzo e Lucia: la fuga e l'anelito verso un amore che non sembra potersi realizzare. Per questo Maria si spinge dal suo paesello sul lago di Lecco fino ad una Napoli scossa dalla rivoluzione di Masaniello, portatrice di un segreto e alla ricerca di una verità.
Il libro, edito da Arti Grafiche Oltrepò con il marchio "Cortocircuito" e inserito nella collana "Metropolis", è assai piacevole e delicato, scritto in una forma agile ed elegante insieme. Un bel regalo di Natale.


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Andrea Tisato
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