Terminata ieri la settimana del Nobel, fatta di conferenze, ricevimenti e momenti assolutamente eruditi e anche di contestazioni e fatiche. Per i vincitori, nonostante il pregevole onore e la grandissima emozione, il momento della consegna corrisponde al culmine di una settimana dorata e stressata nella capitale della Svezia. Ogni attimo consumato nel Palazzo dei Concerti fa parte di un rituale pianificato maniacalmente dalla Fondazione del Nobel. Il pubblico deve occupare posto e sedersi, alzarsi appena entra la famiglia reale, mentre i premiati arrivano per ultimi sulla scena coronata da bandiere (naturalmente svedesi), fiori (rigorosamente fatti arrivare da Sanremo) e il busto del fondatore Alfred Nobel. Come ogni messa in scena che si rispetti il giorno prima ci sono le prove generali in modo da sapere quanti passi fare indietro dopo la premiazione e aver stretto la mano al Re ricevendo medaglia e diploma. La sera del 10 dicembre la cerimonia di consegna dei Nobel si è tramutata però in una favola fatta di eleganza e sfoggio generale, con gioielli luccicanti, vestiti fruscianti, fiori, candele e abbondanza di lusso ovunque. Il galà cui hanno cui partecipato i vincitori di quest’anno è stato un vero momento d’intrattenimento e danze con 1.300 persone presenti. Sicuramente le principesse Victoria e Madeleine di Svezia erano veramente da Nobel, meravigliose nei loro abiti lussuosi e le corone. Anche se ovviamente il galà è presieduto da Silvia e Gustavo XVI di Svezia, gli occhi sono puntati sulle principesse: sembrerebbe davvero una favola con tanto di regole e protocollo. Abiti non troppo sexy anche per Madeleine che solitamente osa di più e se pur innamorati posti a sedere lontani per gli sposi Victoria e Daniel. Anche per il menù si è osservato il solito protocollo: segreto fino al momento di trovare tutti gli invitati seduti a tavola, anche se i preparativi sono cominciati tre giorni prima e il menù è deciso a settembre da chef di fama internazionale. Quest’anno lo chef prescelto è stato Andreas Hedlund insieme ai pasticceri Conrad Tyrsen e Ted Johansson. Curioso sapere che il primo banchetto che si tenne nel 1901 comprendeva 113 invitati di solo sesso maschile e che pagarono l’equivalente di 200 dollari odierni per un menù di cinque portate. Dal 1901 la cena di gala è diventata una tradizione sempre rispettata (tranne inevitabili interruzioni durante le guerre mondiali) e si tiene nel Salone Azzurro del municipio della capitale dal 1974, poiché gli invitati sono sensibilmente aumentati dal lontano 1901 e la capienza è appunto di 1.300 persone. Anche gli Ambienti a tema del nuovo Ristorante Six4you di Torino stanno diventando una tradizione e un galà a due pieno di intimità per le coppie che lo scelgono per i suoi plus di privacy e ludicità. Da Six4you ciascuna coppia può consumare un menù culinario a scelta tra pizza e piatti della tradizione, godendo di una scenografia originale e fantastica, per soddisfare piccoli incanti e sentirsi dentro una favola e un banchetto dell’amore. Per poter vivere una serata di favola e magia, in un atmosfera sempre differente e accattivante, fatta anche di momenti di benessere, seppure non un banchetto da nobel, basta chiamare ora lo 0110896699 e visitare il sito www.six4you.it

Francesca Ruiz