Ascoli Piceno, la XXVI° edizione del Premio Internazionale è stata dedicata all’attualità del pensiero di San Francesco. Ad aprire la tre giorni, la conversazione pubblica moderata da Sua Eccellenza mons. Giovanni D’Ercole, Vescovo della città, che ha visto come protagonisti ilgiornalista Rai Antonio Preziosi ed il professor Grado Giovanni Merlo dell’Università Statale di Milano. Preziosi: “San Francesco, applicava una grande regola della comunicazione: la piena e totale coerenza del linguaggio verbale, non verbale e paraverbale. Coerenza che serviva a Francesco a superare ognuna delle barriere della comunicazione: il fraintendimento, la mal comprensione, la distrazione”.

Antonio Preziosi, giornalista Rai

La XXVI edizione del premio Internazionale Ascoli Piceno è stata dedicata all’attualità del pensiero di San Francesco. Ad aprire la tre giorni organizzata dall’ Istituto Superiore di Studi Medievali “Cecco d’Ascoli”, la conversazione pubblica moderata da Sua Eccellenza mons. Giovanni D’Ercole, Vescovo della città, che ha visto come protagonisti il giornalista Rai Antonio Preziosi ed il professor Grado Giovanni Merlo dell’Università Statale di Milano. Quest’ultimo impegnato nella analisi storica del “personaggio” Francesco di Assisi, mentreAntonio Preziosi – già direttore del giornale radio rai e di Radio 1 – ha commentato le doti di “perfetto comunicatore” che aveva il Santo e che sembrano riecheggiare anche nel Papa che oggi porta il suo nome. E proprio la scelta di Bergoglio di volersi chiamare come San Francesco determina immediatamente un’attualizzazione del suo messaggio.
“San Francesco, – fa notare Preziosi – applicava una grande regola della comunicazione: la piena e totale coerenza del linguaggio verbale, non verbale e paraverbale. Coerenza che serviva a Francesco a superare ognuna delle barriere della comunicazione: il fraintendimento, la mal comprensione, la distrazione”. E così, secondo Preziosi “ecco che San Francesco-comunicatore ci insegna la forza, anzi l’efficacia, dell’esempio”.
Un altro insegnamento del Poverello di Assisi è per Preziosi quello del silenzio: il silenzio che si fa ascolto e dunque comunicazione nel senso più puro del termine. Già Benedetto XVI, ricorda il giornalista Rai, in occasione della 46.ma giornata mondiale delle comunicazioni disse che “quando parola e silenzio si escludono a vicenda, la comunicazione si deteriora (…), quando invece si integrano reciprocamente, la comunicazione acquista valore e significato”. Ed un altro Francesco, Papa, ha nobilitato il silenzio come forma di comunicazione rendendolo visibile e palpabile già nel giorno della sua elezioni quando chiese di pregare per lui e Piazza San Pietro venne invasa dal silenzio.
Per Preziosi “San Francesco d’Assisi è il testimone dell’attualità del Vangelo. Il suo programma è tutto lì, egli non ha bisogno di altro. La stessa cosa che fa oggi papa Francesco. E che consente a lui come a San Francesco, di esporre concetti profondissimi con una chiarezza ed una luminosità comunicativa impressionanti”.
FONTE: Daily Focus