Ci siamo quasi, è prevista per il prossimo giugno l’entrata in vigore delle legge promulgata lo scorso dicembre che rivoluziona l’amministrazione del condominio (per il riferimento normativo il la riforma del condominio).
Per fruire delle nuove opportunità e rispondere alle nuove esigenze che seguiranno alla legge, è indispensabile oggi affidarsi a una figura diversa dal vecchio amministratore di condominio. Non è più possibile improvvisarsi ma è obbligatorio essere dei veri professionisti del settore, che siano in grado di gestire i rapporti con i condòmini e con tutti gli utenti all’interno del condominio.
“La figura che noi abbiamo formato” ci spiega Luca Bensaia, direttore generale di Manager Immobiliari “è quella di un manager, che sia in grado di affrontare la gestione completa e integrata di tutte le problematiche che interessano l’amministrazione condominiale”.
Il Manager Immobiliare svolge le sue attività, in conformità ai requisiti previsti dalla normativa di qualità UNI 10801 dedicata alla figura dell’amministratore condominiale, tenendo le assemblee, curando l’osservanza del regolamento di condominio, disciplinando l'uso dei beni comuni e la prestazione dei servizi nell'interesse delle parti e in modo che ne sia assicurato il miglior godimento a tutti gli utenti, curando i rapporti tra tutti i condomini, con l’obiettivo di evitare inutili discussioni e reclami, garantendo una presenza costante presso il condominio, tenendo l’assemblea sempre aggiornata sui lavori da effettuare, e fornendo le opportune consulenze a livello legislativo e amministrativo.
“Si tratta di un lavoro che non può più essere improvvisato” continua Bensaia “in primis perché lo impongono i requisiti professionali previsti dalla legge (oltre alla Riforma del Condominio, bisogna considerare che è entrata in vigore la Riforma delle Professioni non regolamentate, legge 4/2013 del 14 gennaio 2013). In secondo luogo perché la questione dell’amministrazione di condominio è percepita in modo sempre più problematica da parte dei cittadini, che molte volte sono stati vittima di truffe o quanto meno di comportamenti negligenti da parte dei loro amministratori”.
Esiste un’alternativa dunque. La possibilità di affidare la gestione delle proprie abitazioni a professionisti del settore che svolgono la loro attività in maniera integrata lasciando i condòmini, finalmente, liberi dalla preoccupazione del tanto temuto “vecchio” amministratore.
Inoltre, la legge 220 del 2013 attribuisce al professionista del condominio nuove e delicate mansioni, chiamandolo non soltanto a gestire il condominio secondo un'ottica manageriale, ma anche a collaborare con le istituzioni in materia di sicurezza e tutela del territorio. “Ecco perché riteniamo che, dall'entrata in vigore della riforma, sarà impossibile barare sulle effettive capacità dell'amministratore”.