Le liquidazioni e le vendite straordinarie sono disciplinate dall’art. 15 del Decreto Legislativo n. 114 del 1998, che stabilisce particolari condizioni e requisiti per la loro attuazione. La norma opera a tutela dei commercianti al fine di evitare che la svendita si trasformi in concorrenza sleale garantendone, al tempo stesso, il libero svolgimento.
La vendita straordinaria deve sempre essere motivata da particolari esigenze e requisiti che devono essere verificabili.
In generale non sono consentite vendite straordinarie (vedi tutte le informazioni su www.fabrizioascoli.com) durante i periodi dove le merci sono proposte a prezzo pieno . Tuttavia la stessa normativa viene recepita diversamente a seconda della Regione e del Comune, che stabiliscono autonomamente tempi e durata delle svendite.
Sono chiamate liquidazioni, quel tipo di vendite straordinarie dettate dalla necessità, da parte dell’esercente, di esaurire tutta la merce in breve tempo (vai a questo sito per saperne di più). In questo caso, trattandosi di eventi straordinari, possono essere svolte in qualunque momento dell’anno previa autorizzazione del Comune a seguito di comunicazione allo Sportello Unico almeno quindici giorni prima, precisando la data di inizio e di fine. I moduli di comunicazione sono scaricabili dal sito istituzionale del Comune.
In caso di cessazione dell’attività, la liquidazione può protrarsi fino a tredici settimane. La cessazione, così come l’eventuale cessione, deve essere effettuata dal notaio e la voltura andrà comunicata alla Camera di Commercio ed al Comune. Se il nostro negozio è in affitto il contratto dovrà essere ceduto, se invece è di proprietà dobbiamo fare un nuovo contratto di affitto.
In caso di chiusura temporanea, deve trascorrere almeno un terzo del tempo dalla durata della svendita prima che l’attività possa essere riaperta.
La liquidazione è sempre consentita per motivi di trasferimento e non può durare oltre tredici settimane. L’attività non viene chiusa ma semplicemente registrata ad un altro indirizzo che deve essere dichiarato all’Agenzia delle Entrate e alle Camera di Commercio, oltre che al Comune.
In caso di rinnovo di locali per lavori di riconosciuta importanza, la liquidazione può durare fino a sei settimane. La Legge non giustifica la decisione di organizzare una svendita per lavori di piccola entità. Tuttavia la norma lascia una possibilità se la richiesta viene motivata dettagliatamente.
I saldi di fine stagione, riguardano i prodotti che mantengono un certo valore solo nell’ambito di quella stagione. E’ sempre la Regione che disciplina la data di inizio e di fine della vendita. Essendo svendite di carattere generale non necessitano di comunicazioni particolari alle istituzioni competenti.
Quando si organizza una svendita ( vedi il sito di Fabrizio Ascoli), si consiglia di sfruttare il tempo necessario all’ espletamento delle pratiche burocratiche per predisporre tutto che ciò che è necessario, come modificare le targhette, inserendo accanto al prezzo originario il prezzo scontato e la percentuale di sconto applicata, o sistemare la merce negli scaffali in modo mirato alla vendita.
La disposizione della merce ha un ruolo strategico nell’ attirare o meno i clienti così come la pubblicità. Dobbiamo essere sicuri che la promozione dell’evento sia efficace e duri fino alla fine del periodo della svendita, in questo modo si potrà esaurire tutta la merce. Uno dei rischi delle liquidazioni è che l’incasso finale sia inferiore a quanto investito in pubblicità .